Il ritardo dei pagamenti nelle transazioni commerciali

Il ritardo dei pagamenti nelle transazioni commerciali

 

 

Direttiva Europea

 

Pagare una fattura oltre il termine indicato è una prassi adottata da molte imprese che si ripercuote negativamente su tutto il sistema economico.

 

Per combattere questo fenomeno una direttiva dell’Unione Europea è volta a uniformare i termini di pagamento all’interno della stessa comunità.

 

Il legislatore ha disciplinato la materia dei ritardi di pagamenti nelle transazioni commerciali con il D. Lgs. n. 231/2002, poi modificato nell’anno 2012 in senso peggiorativo per chi paga oltre i termini prescritti.

 

Tale normativa si applica alle transazioni commerciali tra le imprese o tra imprese e gli enti della pubblica amministrazione.

 

Più semplicemente nei rapporti tra soggetti con partita iva (c.d B2B), escludendo quindi le transazioni tra imprese e persone fisiche (c.d. B2C).

 

Chiarito questo primo fondamentale punto, gli aspetti più rilevanti ed interessanti della disciplina sul ritardo dei pagamenti riguardano:

 

  • il diritto ad ottenere gli interessi moratori sugli importi dovuti;
  • i termini di pagamento stabiliti per legge;
  • il diritto ad ottenere il risarcimento delle spese di recupero.

 

Vediamoli ora insieme uno per uno.

 

 

1) Il diritto ad ottenere gli interessi moratori sugli importi dovuti.

 

La prima innovazione introdotta dalla normativa è il diritto dell’impresa creditrice ad ottenere il pagamento degli interessi sugli importi dovuti.

 

Ddecorre dal giorno successivo al termine di pagamento concordato, senza dover compiere alcun atto formale di messa in mora.

 

Questo è probabilmente l’aspetto più importante introdotto dalla normativa ancora valida nelle transazioni tra imprese e privati.

 

La regola generale stabilita dal codice civile prescrive che per costituire in mora il debitore bisogna inviargli una intimazione di pagamento scritta.

 

Pertanto, nelle transazioni commerciali tra imprese o tra imprese e pubblica amministrazione, gli interessi di mora decorrono automaticamente indipendentemente dalla richiesta di pagamento fatta per iscritto.

 

La normativa indica il saggio dell’interesse legale di mora, aumentato con la riforma del 2012, che è pari al tasso di interesse legale (tasso stabilito annualmente dal Ministero dell’economia e delle finanze) aumentato di 8 punti percentuali.

 

Tenendo conto che nell’anno 2018 il tasso di interesse legale è di solo 0,3 %, il tasso legale moratorio dovuto dal debitore che paga in ritardo è pari al 8,3%.

 

Una bella differenza, che da un lato risarcisce il danno subito dal creditore e dall’altro dovrebbe funzionare da deterrente nei confronti dei ritardatari.

 

 

2) I termini di pagamento.

 

La normativa indica in 30 giorni il termine di pagamento nelle transazioni commerciali, scaduto il quale iniziano a decorrere gli interessi di mora a favore dell’impresa creditrice.

 

Esso inizia a decorrere dalla data di ricezione della fattura da parte del debitore o dalla data di ricevimento della merce o di prestazione del servizio.

 

La legge prevede, inoltre, che le parti possano concordare tra loro un termine superiore, purché non sia iniquo per il creditore; in ogni caso, per i termini superiori ai 60 giorni, è necessario un accordo scritto tra le imprese.

 

 

3) Il risarcimento delle spese di recupero.

 

Ultimo aspetto importante previsto da questa normativa è il diritto dell’impresa creditrice ad ottenere il rimborso dei costi sostenuti per il recupero delle somme non pagate nei termini sopra detti.

 

Il creditore in ogni caso ha diritto ad ottenere il rimborso di tali costi, che sono stati stabiliti in via forfettaria in € 40,00, ma possono essere superiori qualora l’impresa si avvalga dell’assistenza legale per il recupero del credito.

 

Infine, viene prevista la nullità delle clausole relative al termine di pagamento o al risarcimento per i costi di recupero quando risultano inique e creano danno al creditore.

 

Si considerano ad ogni modo nulle le clausole che escludono l’applicazione di interessi di mora o che escludono il risarcimento dei costi sostenuti per il recupero del credito.

 

Riassumendo, la disciplina sui ritardi di pagamento prevede a favore dell’impresa creditrice il diritto ad ottenere il risarcimento del danno subìto con l’applicazione automatica del tasso di mora, oltre al risarcimento dei costi sostenuti per il recupero del credito.

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