La negoziazione assistita

La negoziazione assistita

Come evitare le lungaggini del processo: la negoziazione assistita.

 

Avete una controversia in corso?

 

Temete di rimanere ingarbugliati nei lunghi tempi e nei costi di un giudizio in tribunale ?

 

Hai mai sentito parlare della negoziazione assistita?

 

Vediamo insieme di che si tratta.

 

Cosa è la negoziazione assistita.

 

La negoziazione assistita è un istituto di risoluzione alternativa delle controversie previsto dal D.L. 132/2014 – Decreto Giustizia – convertito nella L. 162/2014 .

 

Tale procedura nasce con l’obiettivo di ridurre la mole dei processi civili nelle aule dei tribunali e consentire alle parti tra le quali è sorta una controversia, di risolvere la medesima in tempi celeri e secondo condizioni più economiche già in fase stragiudiziale (prima del giudizio vero e proprio avanti al Tribunale).

 

E’ una procedura che si pone quale alternativa alla procedura giudiziaria e che deve, dunque, essere esperita prima di adire il giudice civile e con l’assistenza degli avvocati (per questo si chiama assistita).

 

Limiti e condizione di procedibilità.

 

La negoziazione assistita deve avere ad oggetto solo diritti disponibili (diritti cioè che possono essere alienati – trasferiti ad altri – dal titolare o essere oggetto di rinuncia – art. 2 comma 2 lett. b).

Quindi sono oggetto di negoziazione assistita i diritti patrimoniali in genere.

 

Essa, inoltre può essere:

 

Obbligatoria: riguarda tutte le controversie che concernono (art. 5 comma 1-bis del d.lgs 28/2010 sulla mediazione):

  • risarcimenti per danni derivanti dalla circolazione di veicoli e natanti;
  • richieste di pagamento per somme fino a 50 mila euro.

 

In questo caso, essa è condizione di procedibilità della domanda giudiziale, ossia un’azione che deve essere esperita prima di incardinare un procedimento civile.

 

Il giudice, alla prima udienza, chiederà infatti se le parti abbiano affrontato il “filtro” di tale procedura e, in caso negativo, assegnerà alle parti un termine entro cui provvedere.

 

Soltanto a seguito di esito negativo dello stesso, inizierà un processo civile vero e proprio.

Con la negoziazione assistita, dunque, si risolve la disputa in fase stragiudiziale.

 

Facoltativa: quando le parti sono libere di optare per tale procedura, purchè:

 

  • non riguardi materie per cui è prevista la mediazione obbligatoria;
  • non riguardi materia di lavoro.

 

Quella facoltativa può essere utilizzata anche per le soluzioni consensuali di separazione personale, cessazione degli effetti civili del patrimonio, modifica delle condizioni di separazione e divorzio.

 

La Forma.

 

La negoziazione assistita necessita della forma scritta a pena di nullità.

 

Trattasi di un accordo avente natura contrattuale chiamato “convenzione di negoziazione” ove le parti convengono di cooperare in buona fede e lealtà risolvendo in maniera bonaria la disputa sorta tra loro.

 

E’ quindi un contratto che impegna le parti a cercare di trovare un accordo amichevole. Tale accordo dovrà essere sottoscritto dalle parti e dell’avvocato (può essere anche solo uno) o dagli avvocati di entrambe le parti.

 

Nell’accordo verrà inoltre indicato il termine – non inferiore ad un mese né superiore a tre mesi – per l’espletamento della procedura che avverrà in più incontri.

 

Il procedimento.

 

Una volta conferito l’ incarico ad un avvocato, sarà quest’ultimo ad informarvi sulla possibilità della negoziazione assistita in base al tema della controversia.

 

Sia nel caso di negoziazione facoltativa sia in quella obbligatoria, il procedimento inizia con la formulazione alla controparte – da parte del vostro avvocato – di un invito a stipulare la negoziazione, indicando l’oggetto della controversia.

 

L’invito contiene pure l’avvertimento che, se non si risponderà entro il termine di 30 giorni dalla ricezione dello stesso o in caso di mancato rifiuto, tale atteggiamento potrebbe comportare, nel prosieguo del giudizio davanti al giudice, una connotazione negativa in relazione alla determinazione delle spese di giudizio (art. 96 c.p.c.).

 

La semplice comunicazione dell’invito ha l’effetto di interrompere i tempi della prescrizione e della decadenza.

 

La procedura di negoziazione può avere:

 

  • Esito positivo: per cui le parti sottoscrivono l’accordo insieme agli avvocati e questo costituisce titolo esecutivo per l’iscrizione di ipoteca giudiziale. La controversia ha fine.
  • Esito negativo: in questo caso va redatto un verbale di mancato accordo che va sempre sottoscritto da tutte le parti e che testimonia il tentativo di risolvere bonariamente la controversia il quale, verrà portato dinnanzi al giudice e valutato in caso di negoziazione obbligatoria.

 

Sanzioni per chi non rispetta l’invito.

 

Nel caso in cui vi trovaste ad essere voi la controparte, ricevuto l’invito alla negoziazione assistita, occorre prendere seriamente in considerazione il medesimo, posto che sono previste delle sanzioni economiche in giudizio in fase di spese di giudizio e responsabilità aggravata processuale.

 

In caso di soccombenza in giudizio, secondo quanto disposto dall’art. 96 comma 3 c.p.c., il giudice, quando pronuncia sulle spese del giudizio, può altresì condannare la parte soccombente al pagamento, a favore dell’altra parte, di una somma quantitativamente determinata, oltre alle spese di giudizio gravanti sulla parte soccombente ex art. 96 c.p.c..

 

Ciò accade, ad esempio, quando la stessa parte non ha accettato l’invito a risolvere la questione tramite la procedura qui in esame o sia rimasta del tutto silente e inerte.

Tale ultimo comportamento, infatti, viene valutato quale “ingiustificato rifiuto”.

 

L’istituto della negoziazione sicuramente offre enormi vantaggi nella soluzione di dispute anche per quanto riguarda i costi da affrontare. Questi sono legati al valore della controversia secondo le tabelle del Decreto 55/2014.

 

Scopri se puoi risolvere il tuo problema ricorrendo alla negoziazione assistita.

 

Compila il modulo cliccando qui e richiedi la tua consulenza.

Info sull'autore

administrator